Qualità dell’aria e impianti termici, cosa cambia per gli installatori

Le Regioni stanno aggiornando le misure per ridurre le emissioni. Le novità riguardano anche il riscaldamento, gli impianti a biomassa e gli incentivi per sostituire i generatori più inquinanti.

Con l’arrivo della stagione fredda tornano al centro le misure per migliorare la qualità dell’aria. Le Regioni introducono limitazioni e interventi per contenere le emissioni di PM10, PM2.5 e ossidi di azoto.

Per installatori e manutentori, questi aggiornamenti sono importanti. Le decisioni regionali possono influenzare l’utilizzo degli impianti termici e le scelte dei clienti.

Nel 2026 il quadro presenta alcune novità. Le Regioni possono infatti adottare misure alternative per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Tra gli ambiti coinvolti c’è anche il riscaldamento degli edifici.


Qualità dell’aria, le Regioni introducono nuove misure

Dal 1° ottobre 2026 erano previste limitazioni strutturali alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Le misure riguardavano in via prioritaria i Comuni con più di 100.000 abitanti.

Le Regioni possono però evitare questo specifico provvedimento. Per farlo devono introdurre misure compensative nei propri Piani, capaci di garantire riduzioni delle emissioni coerenti con gli obiettivi europei.

Il principio è semplice. Se una limitazione viene eliminata o ridotta, la riduzione delle emissioni deve essere ottenuta attraverso altri interventi, supportati da valutazioni tecniche.

Alcune di queste misure riguardano direttamente il riscaldamento civile. Per il settore termoidraulico, quindi, l’evoluzione dei Piani regionali merita particolare attenzione.


Riscaldamento e pompe di calore, il caso dell’Emilia-Romagna

Il Piemonte ha aggiornato il proprio Piano regionale, eliminando il blocco strutturale dei diesel Euro 5 e introducendo misure alternative.

Anche l’Emilia-Romagna ha annunciato una scelta analoga. Tra gli interventi previsti figurano alcune misure che interessano gli impianti di riscaldamento.

Nelle aree di pianura, l’accensione degli impianti sarà posticipata al 1° novembre. Durante le fasi emergenziali saranno inoltre rafforzate le limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa.

La Regione ha previsto anche 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti più inquinanti con pompe di calore, anche in abbinamento al fotovoltaico.

Questo esempio mostra come le politiche per la qualità dell’aria possano incidere sul mercato degli impianti. Le amministrazioni possono intervenire sui periodi di utilizzo, favorire la sostituzione dei generatori e sostenere l’efficientamento energetico.


Impianti a biomassa, attenzione agli aggiornamenti regionali

Le misure per contenere le emissioni non riguardano soltanto la sostituzione degli impianti.

In alcuni periodi possono scattare limitazioni aggiuntive all’utilizzo di stufe, camini e generatori a biomassa. Le regole dipendono dalla Regione e dal livello di allerta raggiunto.

Per installatori e manutentori diventa quindi importante conoscere la classificazione ambientale del generatore. È altrettanto utile verificare le disposizioni locali e informare il cliente sulle eventuali limitazioni applicabili.

Il quadro, infatti, non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Anche tra le Regioni del Bacino Padano sono previste soluzioni differenti.


CIT Piemonte, cambiano i rapporti di controllo per la biomassa

Parallelamente alle misure sulla qualità dell’aria, prosegue l’aggiornamento degli strumenti regionali per la gestione degli impianti.

Un esempio arriva dal CIT Piemonte, che nel 2026 ha introdotto modifiche ai Rapporti di Controllo di Efficienza Energetica di Tipo 1B per i generatori a biomassa.

Tra le novità rientra la tipologia “stufa a pellet”, secondo le nuove norme UNI EN 16510. Sono stati aggiornati anche i campi relativi alle emissioni di CO e NOx.

Si tratta di modifiche tecniche che richiedono attenzione nella gestione dei dati degli impianti.

La disponibilità di informazioni corrette e aggiornate assume un ruolo sempre più importante. Per chi opera sul campo, conoscere gli aggiornamenti della documentazione regionale aiuta a gestire correttamente gli adempimenti.


Dove verificare le disposizioni applicabili

Per installatori e manutentori, conoscere le regole generali non basta. È necessario verificare anche le disposizioni in vigore nel territorio in cui si trova l’impianto.

I riferimenti da consultare sono il CIT in Piemonte, il CURIT in Lombardia, il CRITER in Emilia-Romagna e il CIRCE in Veneto. A questi si aggiungono le pagine regionali dedicate alla qualità dell’aria.

Controllare gli aggiornamenti è importante soprattutto nei periodi in cui possono entrare in vigore limitazioni aggiuntive.

In questo modo è possibile fornire al cliente indicazioni più precise sull’utilizzo del generatore e sulle eventuali alternative disponibili.


Più aggiornamento per affrontare le richieste dei clienti

Le misure per la qualità dell’aria stanno rendendo il riscaldamento degli edifici una leva sempre più importante nelle politiche di riduzione delle emissioni.

Nei prossimi mesi sarà utile seguire l’evoluzione delle misure compensative. Potrebbero infatti emergere nuove limitazioni, aggiornamenti gestionali e incentivi per sostituire gli impianti più inquinanti.

Per gli installatori, questo significa avere un’informazione in più da portare al cliente. È però fondamentale valutare ogni situazione sulla base delle disposizioni applicabili nel territorio interessato.


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