Accensione degli impianti termici 2026-2027, date e regole regionali

Con l’arrivo della stagione fredda, gli installatori e i manutentori termoidraulici devono prepararsi alla ripartenza degli impianti di riscaldamento. Per programmare gli interventi è importante conoscere le date di accensione previste per il proprio territorio.

Il calendario nazionale distingue sei zone climatiche. Alcune Regioni hanno però introdotto disposizioni specifiche, con date diverse da quelle ordinarie. Per chi gestisce gli impianti, verificare le regole locali è quindi essenziale per pianificare correttamente le attività.


Accensione degli impianti termici, il calendario nazionale

Le date di accensione e spegnimento dipendono dalla zona climatica del Comune in cui si trova l’impianto. La normativa stabilisce anche il numero massimo di ore giornaliere durante le quali è possibile utilizzare il riscaldamento.

Nella zona A, che comprende i Comuni fino a 600 gradi-giorno, gli impianti possono funzionare dal 1° dicembre 2026 al 15 marzo 2027, per un massimo di 6 ore al giorno.

In zona B, tra 601 e 900 gradi-giorno, il periodo va dal 1° dicembre 2026 al 31 marzo 2027, con un limite di 8 ore giornaliere.

Per la zona C, tra 901 e 1.400 gradi-giorno, l’accensione è prevista dal 15 novembre 2026 al 31 marzo 2027, per un massimo di 10 ore al giorno.

In zona D, tra 1.401 e 2.100 gradi-giorno, gli impianti possono funzionare dal 1° novembre 2026 al 15 aprile 2027, con un limite di 12 ore giornaliere.

La zona E, tra 2.101 e 3.000 gradi-giorno, prevede invece un periodo dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, per un massimo di 14 ore al giorno.

Infine, in zona F, oltre i 3.000 gradi-giorno, non sono previste limitazioni nazionali sulle date e sugli orari di accensione.

Queste indicazioni costituiscono il riferimento generale. Le disposizioni regionali e locali possono però introdurre variazioni da verificare prima di programmare l’avvio degli impianti.


Emilia-Romagna, accensione rinviata al 1° novembre

In Emilia-Romagna, il piano PAIR 2030 posticipa l’accensione degli impianti al 1° novembre 2026 in 207 Comuni. La misura riguarda le aree di Pianura est, Pianura ovest e l’agglomerato di Bologna.

Il rinvio interessa sia gli impianti a gas sia quelli a biomassa. Sono escluse le strutture sanitarie, assistenziali e scolastiche.

La Regione ha inoltre stabilito limiti di temperatura per gli ambienti riscaldati. Per abitazioni, uffici, negozi e luoghi di culto il limite è di 19 °C. Per le attività industriali e artigianali scende a 17 °C.

In caso di allerta smog, è previsto anche il divieto di utilizzo dei generatori a biomassa con una classificazione inferiore a 5 stelle.

Per i manutentori che operano sul territorio, conoscere queste disposizioni è importante per fornire indicazioni corrette ai clienti e verificare le condizioni di esercizio degli impianti.


Veneto, regole diverse per edifici pubblici e abitazioni

Anche il Veneto ha introdotto disposizioni specifiche. La DGR n. 1024/2026 stabilisce, per gli edifici pubblici, gli uffici, le attività commerciali e i luoghi di culto situati nei Comuni in zona climatica E, un periodo di esercizio dal 1° novembre 2026 al 12 aprile 2027.

La misura riguarda sia gli impianti alimentati da combustibili fossili sia quelli a biomassa.

Per le abitazioni private resta invece confermato il calendario nazionale, dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027. Le pompe di calore elettriche non rientrano nelle restrizioni previste dalla delibera.

Sono inoltre esclusi dai limiti sul periodo di accensione i Comuni della provincia di Belluno e le aree appartenenti alla zona climatica F.


Come programmare gli interventi nella stagione termica

Le differenze tra calendario nazionale e disposizioni regionali rendono necessaria una verifica prima di programmare l'accensione degli impianti. Le regole possono infatti cambiare in base al Comune, alla zona climatica e alla tipologia di edificio.

Per le imprese di manutenzione, controllare gli aggiornamenti territoriali aiuta a organizzare il lavoro e a gestire correttamente le richieste dei clienti. È importante prestare attenzione anche a eventuali nuove ordinanze di Regioni, Province e Comuni.

Conoscere le disposizioni applicabili permette di evitare indicazioni errate e di gestire gli impianti nel rispetto delle condizioni previste per il territorio.


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