Conto Termico 3.0, allo studio nuove regole per il 2027

Il Conto Termico 3.0 potrebbe cambiare già dal 2027. Dopo un avvio complesso, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha avviato un confronto per rivedere alcune procedure di accesso all'incentivo.

L'obiettivo è rendere più equilibrata la distribuzione delle risorse e ridurre il rischio di nuovi blocchi nella gestione delle richieste. Le modifiche allo studio riguardano soprattutto la ripartizione dei fondi tra Pubblica Amministrazione e soggetti privati.

Per gli installatori termoidraulici, seguire questa evoluzione è importante. Le nuove regole potrebbero infatti incidere sulle opportunità di accesso agli incentivi e sulla pianificazione degli interventi.


Conto Termico 3.0, perché si parla di una revisione

Durante l'estate, il MASE ha sottoposto alla Conferenza permanente Stato-Regioni uno schema di decreto per modificare il Conto Termico 3.0.

Le prime informazioni sono state diffuse dalle associazioni di categoria, tra cui ANGAISA e Assotermica. Il confronto nasce dalle criticità emerse nella fase di avvio del nuovo incentivo.

Uno dei problemi riguarda il volume elevato di pratiche che il GSE deve gestire e verificare. Per questo, la revisione punta a rendere più sostenibili le procedure di accesso e a evitare che le risorse disponibili si esauriscano troppo rapidamente.


Prenotazione degli incentivi, possibile limite per la Pubblica Amministrazione

Tra le modifiche allo studio c'è un possibile tetto alle risorse destinate alla procedura di prenotazione per la Pubblica Amministrazione.

L'ipotesi prevede di riservare a questa modalità di accesso un massimo del 50% dei fondi assegnati alla PA.

La misura avrebbe lo scopo di evitare che i progetti pubblici di maggiore dimensione assorbano una quota eccessiva delle risorse. In questo modo, resterebbe più spazio per finanziare anche interventi di importo inferiore.

Si tratta di un aspetto rilevante per l'equilibrio dell'incentivo. La disponibilità dei fondi, infatti, incide sulla possibilità di sostenere progetti diversi per dimensione e tipologia.


Fondi pubblici e privati, allo studio una nuova ripartizione

Un'altra possibile modifica riguarda la distribuzione delle risorse tra settore pubblico e privato.

Lo schema in discussione ipotizza due fondi distinti, con una dotazione iniziale equilibrata tra le due categorie. A questi si aggiungerebbe un terzo fondo, da assegnare in base all'effettivo utilizzo delle risorse.

Il meccanismo permetterebbe di garantire una disponibilità iniziale sia alla Pubblica Amministrazione sia ai privati. Successivamente, le risorse aggiuntive potrebbero essere destinate al comparto che ne avrà maggiore necessità.

L'obiettivo è evitare squilibri e favorire un accesso più ampio all'incentivo. La revisione potrebbe quindi avere effetti importanti anche per il mercato degli impianti termici.


Le associazioni chiedono più risorse per il Conto Termico

Le richieste delle associazioni di categoria non riguardano soltanto le procedure. Nella nota diffusa a fine settembre emerge anche la necessità di aumentare la dotazione economica complessiva del Conto Termico.

Il riferimento è al plafond storico di circa 900 milioni di euro. Le associazioni propongono di valutare anche le maggiori possibilità di spesa legate alla flessibilità concessa dall'Unione Europea per gli investimenti nella transizione energetica e nell'efficienza.

Viene inoltre richiesto un tavolo di confronto con le istituzioni. La revisione coinvolge infatti aspetti tecnici, economici e normativi che richiedono un'analisi approfondita. Anche le Regioni e le rappresentanze del settore dovrebbero poter valutare gli effetti delle modifiche proposte.


Conto Termico 3.0 nel 2027, cosa cambia per gli installatori

Il percorso di revisione è ancora nelle fasi iniziali. Nei prossimi mesi sarà importante capire quali proposte verranno confermate e come sarà definita la nuova distribuzione delle risorse.

Per gli installatori, il punto centrale riguarda la possibilità che il Conto Termico continui a sostenere una platea ampia di interventi. Un accesso più equilibrato potrebbe offrire maggiori opportunità anche al mercato privato e ai progetti di dimensioni più contenute.

Conoscere le possibili modifiche aiuta a seguire l'evoluzione degli incentivi e a prepararsi alle nuove condizioni di accesso. Per questo è importante monitorare gli aggiornamenti e non considerare ancora definitive le ipotesi attualmente in discussione.


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