Decreto Edifici 2025: cosa cambia davvero per gli impianti di riscaldamento

Un nuovo quadro normativo che incide sul lavoro quotidiano degli installatori

La pubblicazione ufficiale del Decreto Edifici del 28 ottobre 2025, avvenuta il 5 dicembre dopo una lunga attesa, segna un passaggio importante per il settore degli impianti termici. Il provvedimento aggiorna il DM 26 giugno 2015 e introduce indicazioni operative che toccano da vicino progettazione, installazione e documentazione tecnica.

Per chi lavora sugli impianti di riscaldamento, il decreto apre una fase più strutturata. Cresce la responsabilità tecnica, ma aumentano anche le occasioni per valorizzare competenze e metodo di lavoro.


Regolazione ambiente per ambiente: fine delle sostituzioni “automatiche”

Uno dei punti più rilevanti riguarda la regolazione della temperatura ambiente per ambiente. In caso di sostituzione del generatore, il decreto ribadisce l’obbligo di installare dispositivi autoregolanti che permettano il controllo della temperatura in ogni singolo vano o, almeno, per zone omogenee.

La deroga è ammessa solo in due casi precisi: quando l’intervento non è tecnicamente realizzabile oppure quando il tempo di ritorno economico supera i sei anni. In queste situazioni, però, il professionista è tenuto a motivare la scelta all’interno della relazione tecnica prevista dall’Allegato 1.

Questo passaggio cambia l’approccio operativo. Non è più sufficiente una sostituzione “uno a uno”. Serve una valutazione impiantistica completa e una tracciabilità chiara delle decisioni prese.


Dimensionamento dei generatori: più calcoli, meno abitudini

Il Decreto Edifici 2025 introduce un criterio più rigoroso anche sul dimensionamento. Se la potenza del nuovo generatore supera del 10% quella precedente, diventa obbligatoria una verifica di calcolo conforme alla UNI EN 12831-1:2018.

L’obiettivo è evidente: superare il sovradimensionamento storico e spingere verso scelte basate su dati reali. Per gli installatori questo significa un confronto più stretto con il progettista e una pianificazione più attenta degli interventi, soprattutto negli edifici con dispersioni molto diverse rispetto al passato.


Biomassa solida: attenzione alle norme e alla documentazione

Il decreto interviene anche sugli apparecchi alimentati a biomassa solida. L’installazione è consentita solo se vengono rispettati i rendimenti minimi previsti dalle norme di prodotto indicate in Tabella 2.

Fino al 9 novembre 2025 è prevista una fase transitoria in cui convivono le vecchie e le nuove norme. Dopo tale data resteranno valide esclusivamente quelle della serie UNI EN 16510, con l’eccezione della UNI EN 303-5 che rimane in vigore.

Per gli operatori diventa quindi centrale il controllo della documentazione del produttore, soprattutto in vista delle pratiche legate al Conto Termico, per le quali si attendono chiarimenti nelle Regole Applicative del GSE.


Più coordinamento tra professionisti della filiera

Un messaggio chiaro emerge da tutto il decreto: la filiera impiantistica deve lavorare in modo coordinato. Regolazione locale, sistemi di controllo, dimensionamento corretto e conformità dei generatori sono aspetti strettamente collegati tra loro.

Progettisti, installatori, manutentori e produttori sono chiamati a dialogare di più. Ogni scelta tecnica ha conseguenze operative e documentali. Lavorare a compartimenti stagni non è più sostenibile.


Una sfida tecnica che diventa opportunità professionale

Il Decreto Edifici 2025 alza l’asticella della qualità degli impianti termici. Lo fa puntando su rigore progettuale, tracciabilità delle scelte e prestazioni energetiche misurabili.

Per gli installatori non è solo un cambiamento normativo. È un’occasione per distinguersi in un mercato che chiede competenza, metodo e aggiornamento continuo.


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