Direttiva RED III e impianti termici: cosa cambia con le nuove regole sulla riqualificazione

Il settore degli impianti termici sta attraversando una nuova fase di cambiamento normativo. Con il recepimento della Direttiva RED III attraverso il D.Lgs. 5/2026, cambiano infatti gli obblighi legati alle fonti di energia rinnovabile negli edifici.

Per gli installatori e i manutentori diventa quindi fondamentale comprendere una distinzione che avrà un impatto diretto sul lavoro quotidiano: la differenza tra una semplice sostituzione del generatore e una ristrutturazione dell’impianto termico.

Capire il corretto inquadramento dell’intervento significa evitare errori nella fase di sopralluogo, preventivazione e realizzazione dell’impianto.


Quando un intervento diventa ristrutturazione dell’impianto termico

Il D.M. 28 ottobre 2025 introduce una definizione precisa di ristrutturazione dell’impianto termico.

Si parla di ristrutturazione quando l’intervento comporta una modifica sostanziale dei sistemi di produzione del calore e dei sistemi di distribuzione e/o emissione.

Rientra in questa casistica, ad esempio, la sostituzione della tipologia del sistema di generazione con un eventuale cambio del vettore energetico insieme alla modifica della distribuzione o dei terminali di emissione.

Anche la trasformazione di un impianto centralizzato in impianti autonomi, con la conseguente modifica impiantistica delle singole unità immobiliari, viene considerata una ristrutturazione.

Questo aspetto è essenziale perché sostituire esclusivamente il generatore e intervenire contemporaneamente anche sugli altri sottosistemi dell’impianto comporta un inquadramento normativo differente.


RED III e obblighi FER: cosa deve verificare l’installatore

Con il D.Lgs. 5/2026 viene rafforzato il legame tra gli interventi sugli edifici, la progettazione energetica e gli obblighi relativi alle fonti di energia rinnovabile.

Nel caso di ristrutturazione dell’impianto termico può essere necessario rispettare una quota minima del 15% di energia proveniente da fonti rinnovabili.

Le verifiche relative a questo requisito devono essere riportate nella relazione tecnica e nella documentazione progettuale.

Per questo motivo, prima di considerare un intervento come una semplice sostituzione del generatore, è importante analizzare con attenzione l’intero perimetro dei lavori.

Quando vengono modificati anche distribuzione ed emissione, il coinvolgimento del progettista diventa fondamentale per verificare la corretta applicazione delle prescrizioni e l’eventuale rispetto delle quote FER.


Da quando si applicano le nuove disposizioni

Le novità introdotte dal nuovo quadro normativo entreranno in vigore dal 3 agosto 2026, ossia dal centottantesimo giorno successivo all’entrata in vigore della normativa.

Da questa data la corretta classificazione dell’intervento assumerà un ruolo ancora più importante.

Controlli, documentazione tecnica e verifiche progettuali diventeranno elementi sempre più centrali nella gestione di una riqualificazione impiantistica.


Un mercato sempre più orientato ai sistemi integrati

Le nuove regole porteranno il mercato verso soluzioni sempre più integrate.

Sistemi ibridi, pompe di calore, integrazione solare e tecnologie ad alta efficienza saranno sempre più rilevanti nella progettazione degli impianti.

L’obiettivo non sarà solamente scegliere un generatore più performante, ma progettare un sistema coerente con i requisiti energetici richiesti.

In questo scenario, la collaborazione tra installatori, progettisti e consulenti energetici sarà sempre più importante per garantire interventi conformi e correttamente inquadrati dal punto di vista normativo.


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Le normative evolvono continuamente e rimanere aggiornati è diventato una parte essenziale del lavoro dell’installatore.

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